Era il grande favorito e, inevitabile come al solito, la sua firma è arrivata: Jonas Vingegaard trionfa a Uchon, con una grande azione all'ultimo chilometro, una rampa oltre il 12% di pendenza media, grazie alla quale stacca di ruota Dani Martinez e il suo gregario Tim Van Dijke, rifilando loro rispettivamente 41" e 45" e ora è in maglia gialla proprio davanti al colombiano. Dietro distacchi da tappone di montagna di altri tempi, con Steinhauser che paga ben 2'54" al danese e ora si trova terzo nella generale, a 3'20" di ritardo dal capitano della Visma. Il beniamino di casa Vauquelin che, coinvolto dai ventagli a inizio frazione, ha dovuto rincorrere per tutta la giornata, limita i danni, si fa per dire, arrivando 6° a 3'38" di ritardo dal trionfatore, scivolando cosi dalla 2º alla 4º posizione in classifica generale, con un ritardo di 3'39" dalla cima. A sprofondare, invece, è stato Oscar Onley, che stamattina era 3° in classifica generale a 3' dalla maglia gialla di Ayuso, e che ora, per via di una brutta caduta patita oggi, si trova 14ª a 8'37" di ritardo da Vingegaard. Peggio è andata a Brandon Mcnulty e soprattutto a Juan Ayuso che, anche loro coinvolti in una caduta, sono stati costretti ad abbandonare la gara. Un vero smacco per lo spagnolo, in grande forma e che ieri aveva conquistato, grazie alla cronosquadre, la leadership della Corsa del Sole.
Lo aspettavamo, non si era ancora visto all'opera quest'anno e finora in questa Parigi-Nizza era stato sornione: alla prima occasione, Jonas Vingegaard ha messo in ghiaccio la corsa a tappe francese, con una vittoria che è un mix di talento, intelligenza tattica, opportunismo, perfetta gestione della corsa e killer instinct: è bastato un singolo scatto, una violenta rasoiata, come quelle a cui ci ha abituato negli ultimi anni, al Re Pescatore per far crollare il castello di carte della Red Bull di Daniel Martinez. E dire che i tedeschi si erano mossi come meglio non potevano: sono stati loro, sulla Côte de la Croix des Cerisiers, a sgretolare il plotone, vittima anche di numerose cadute, isolando così Vingegaard in un clamoroso 4 contro 1. Erano stati sempre loro, insieme alla Visma, a tenere una media oraria folle fin dai primi chilometri che ha permesso, con la complicità del vento, di staccare Vauquelin e Lenny Martinez. Eppure, al momento del dunque, come tutti immaginavano, non c'è stato nulla da fare. E anche se i gregari del colombiano sono stati più che encomiabili esaurendosi uno a uno (prima Denz, poi Mick Van Dijke e infine il suo gemello Tim) per distanziare gli inseguitori e affievolire la resistenza di Vingegaard, questo non è servito a portare a casa la vittoria: ancora una volta, il danese ha dimostrato qual è la differenza fra un ottimo corridore come Martinez, secondo due anni fa al Giro d'Italia, e un fenomeno assoluto come lui, staccandolo sulla rampa finale della salita che porta a Uchon, proprio dove tutti sapevano che avrebbe attaccato, senza però che ci fosse modo di arginarlo. Il due volte campione del Tour de France ottiene così il primo successo stagionale, a una media folle, visto il percorso, il freddo e la pioggia, di 45,7 km/h, mettendo una serissima ipoteca sulla Corsa del Sole: l'unico che può vagamente pensare di scalzarlo è proprio il capitano della Red Bull, che dista in classifica generale 52" dalla maglia gialla, con tutti gli altri ciclisti con ritardi di oltre tre minuti.
ORDINE DI ARRIVO
1 Jonas Vingegaard 04:16:12
2 Daniel Felipe Martinez 00:41
3 Tim Van Dijke 00:45
4 Mick Van Dijke 01:42
5 Georg Steinhauser 02:54
6 Kevin Vauquelin 03:38
7 Lenny Martinez 04:02
8 David Gaudu 04:20
9 Jensen Plowright 04:55
10 Marc Soler 05:07
✍🏻 Cesare Fabrizi
📷 Team Visma | Lease a Bike
