๐ฌ๐ง2๏ธโฃ0๏ธโฃ2๏ธโฃ6๏ธโฃ๐ซ๐ท Questo mattino, giovedì 22 ottobre, A.S.O. presenta la 114ª edizione del Tour de France, da Edimburgo a Parigi, 3.479 km di cui 71 km a cronometro, con una grande partenza nel Regno Unito dove sono state individuate tre tappe tra Scozia, Inghilterra e Galles, tra il 2 e il 25 luglio 2027.
Si comincia con la partenza nella capitale scozzese per la prima tappa che termina in Inghilterra: il percorso è aperto a una volata per velocisti resistenti, così come i successivi arrivi a Liverpool e Cardiff. Si lasciano le isole britanniche per la Normandia con una tappa sulla Manica tra Cherbourg-en-Cotentin, che può essere interessante sia per i velocisti resistenti sia per gli uomini da corse di un giorno. Successivamente, per la quinta tappa si parte dalla Baia di Mont-Saint-Michel per arrivare a Plumelec (1,7 km al 6,2% da ripetere due volte): i finisseur hanno una grande opportunità. Per la sesta tappa si arriva ad Angers per la prima volata sicura. Poi abbiamo la prima cronometro completamente pianeggiante a Chambord di 38 km, un primo test per gli uomini che puntano alla classifica generale. La ottava tappa sorride agli attaccanti e ai finisseur a causa della presenza di due salite non troppo dure prima dell'arrivo a Le Creusot. La nona tappa chiude la prima settimana con un arrivo al Grand Colombier, che torna alla Grande Boucle a tre anni di distanza dall'ultima volta (dove si vide la vittoria di Kwiatkowski e quest'anno al Tour Auvergne - Rhône-Alpes il successo di Del Toro).
La seconda settimana inizia con una tappa durissima in Savoia Mont-Blanc dalla "Venezia delle Alpi", Annecy, a Sallanches, dove si percorre due volte la celebre Côte de Domancy (2,5 km al 9,4%), protagonista dei Mondiali del 2027, insieme ad altri gran premi della montagna. Nel giorno della Presa della Bastiglia si arriva a Les Saisies dopo 4.750 m di dislivello positivo, con il Col du Pré (12,6 km al 7,8%) e la Montée de Bisanne (12,4 km all'8,3%) nel finale, oltre a 3 km finali al 6% come arrivo. Le due tappe successive di Valence e Montpellier sono perfette per due volate di gruppo. Il sabato si riparte da Montpellier per arrivare a Mende con una tappa molto ondulata di oltre 4.300 m di dislivello e il passaggio negli ultimi chilometri sulla Côte de la Croix Neuve — battezzata Montée Jalabert per la sua vittoria da una fuga il 14 luglio 1995 (3 km al 10,1%) — che termina a 1 km dalla conclusione. La seconda settimana si chiude con una tappa verso Albi con circa 2.500 m di dislivello.
La terza parte del Tour, la più importante, esplode con la seconda cronometro di 33 km che presenta la Côte de Pech David (800 m al 12,4%) nella seconda parte del percorso. Successivamente si arriva a Pau per una volata e, a seguire, la tappa regina di questa edizione del Tour de France: la numero diciotto, che comprende 5.400 m di dislivello con Col du Souloir, Col du Tourmalet, Hourquette d'Ancizan e il Col du Portet, la cima più alta con i suoi 2.215 metri. La diciannovesima tappa rappresenta l'ultima chance per ribaltare la classifica generale con 4.300 m di dislivello e l'ascesa del Marie Blanque (7,7 km all'8,6%) a 20 km dalla conclusione. La ventesima tappa è un'altra opportunità per i velocisti e si chiude la 114ª edizione con la stessa tappa di Parigi dell'anno scorso, dove vedremo attacchi sulla Butte de Montmartre e le squadre dei velocisti che cercheranno di ricucire lo strappo. Sembra un percorso molto interessante per Evenepoel con molti chilometri a cronometro; di contro, non ci sono troppe lunghe salite per scalatori puri come Vingegaard, con soli tre arrivi in salita.
Articolo scritto da Martino Lasagna
