Per il primo articolo della rubrica “Come ti racconto il ciclismo”, che pone l’attenzione sul dare la parola ai “cantastorie”, ai “cantori” di questo sport; che declamino attraverso la voce, attraverso le parole, attraverso le pedalate o attraverso le fotografie, le immagini, abbiamo intervistato, ringraziandolo, Martino Areniello, fotografo per tanti anni “in mezzo al gruppo.
Classe 1985, Martino non è stato ed è soltanto fotografo, ma ha iniziato a tessere la “trama” tra lui e il ciclismo proprio pedalando ad un buon livello, ad esempio con la squadra della sua città di nascita, la UC Pistoiese.
Come detto però, ha soprattutto raccontato (e racconta), il ciclismo attraverso le sue macchine fotografiche, scattando ai più importanti eventi: Coppe del Mondo di Ciclocross, Giro d’Italia, Coppe del Mondo di Mountain Bike eccetera
“Martino, quando sei entrato davvero nel mondo delle due ruote attraverso la “lente” delle reflex?”
“Nel 2020, durante il lockdown, ho ritirato fuori la mia reflex, ho sempre avuto la passione per la fotografia, dovendola però abbandonare per vari motivi per qualche tempo. Ho riscoperto proprio in quel periodo la mia passione, per poi andare a scattare a qualche evento vicino da me, principalmente rally.”
“Però la grande opportunità avviene proprio dopo questo primo periodo di “riscoperta” della passione giusto?”
“Si, esatto, nel 2021 iniziando a lavorare ad eventi sempre più importanti, ricevo la chiamata da Luigi Sestili, un altro fotografo, che mi dice che avrebbe avuto bisogno per il Giro d’Italia. Con Luigi ci conoscevamo già grazie proprio al ciclismo, quindi ho lavorato per tre anni con lui e con l’agenzia MirrorMedia, fotografando le più importanti manifestazioni ciclistiche italiane.”
“Qual è la prima foto che ricordi di aver scattato?”
“Sicuramente non dimenticherò mai le prime foto scattate ad un giorno di riposo in un albergo della Sicilia, tra i meccanici che preparavano le biciclette e i ciclisti che si recavano ad allenarsi.”
“E le tue preferite o quelle che ricordi con maggior affetto?”
“Gli scatti che ho più a cuore sono quelli fatti ai bambini durante le corse: ciclisti che passano le borracce ai piccoli tifosi, e notare le loro espressioni, oppure il figlio di Primož Roglič durante la premiazione del Giro d’Italia 2023.”
“Come ultima domanda ti chiedo invece un ricordo, uno scatto legato ad un ciclista in particolare, quale?”
“Un ricordo speciale di un ciclista speciale: Marco Pantani. Ero a Montecatini Terme, nel 2002, insieme a due amici, dopo la tappa andammo tra i pullman in cerca dei ciclisti, ovviamente davanti al pullman della Mercatone Uno c’era tantissima gente. Io provai a recarmi dietro al pullman, intravedendo la sagoma di una testa, poi arrivò un signore a me sconosciuto, e Marco si affacciò a salutarlo. Non volevo crederci, scattai una iniziale timida foto, poi mi avvicinai un po’ e feci questo scatto (quello della copertina di questo articolo) che porto nel cuore.”
“Grazie mille Martino e complimenti!”
“Grazie a te e a voi!”
(Fotografia di copertina realizzata da Martino Areniello, per gentile concessione dello stesso)
