La tappa odierna, seconda del Giro d'Italia 2026 sul suolo italiano, ha avuto la sua partenza nel comune calabrese di Praia a Mare e l'arrivo nel capoluogo lucano, Potenza. Caratterizzata da maltempo e freddo sin dai primi chilometri, la sesta frazione della Corsa Rosa si è contraddistinta per la presenza della prima ardua asperità affrontata dal gruppo, la Montagna Grande di Viggiano (6.6 km al 9.2%). Essendo questa giornata estremamente favorevole a fughe di passisti senza ambizioni di classifica, l'ascesa iniziale verso Prestieri ha visto diversi attacchi di corridori intenzionati a inserirsi nella fuga di giornata. Tuttavia, a causa delle condizioni meteo, la formazione di un consistente gruppo di testa è stata tutt'altro che semplice. Tra gli attacchi che si sono susseguiti sono da rimarcare quelli del belga Victor Campenaerts, di Gianmarco Garofali, e di Giulio Ciccone, capace oggi di indossare per la prima volta nella sua carriera la prestigiosa maglia rosa. La fuga buona, compostasi in seguito al primo scollinamento, è stata formata da ciclisti come Silva, vincitore della seconda tappa, Scaroni, Tjøtta, Narvaez, trionfatore nella giornata di ieri, Campenaerts, Garofali, Turner, Milesi, Tarozzi, e Rubio, massima insidia al primato, il quale verrà però riassorbito dal gruppo. Tra gli atleti di questo plotone figuravano Afonso Eulálio e Igor Arrieta, protagonisti fino al traguardo di Potenza. La frazione, seppur caratterizzata dal maltempo, è stata lineare fino ai piedi della scalata alla Montagna Grande di Viggiano, avvicinata dal gruppo attraverso il forcing della Visma-Lease a Bike di Jonas Vingegaard e dalla Red Bull Bora di Giulio Pellizzari, che rappresentano i due ciclisti più quotati per alzare il "Trofeo senza Fine" in quel di Roma.
Nel corso della salita più temuta, i protagonisti del gruppo della maglia rosa, coloro che sono indiziati per terminare il Giro sul podio, non hanno battagliato tra di loro, permettendo di fatto ai fuggitivi di scavare il solco decisivo. Ciononostante, questa situazione ha costretto Giulio Ciccone a tirare nel corso del falsopiano successivo, anche in virtù della mancanza di gregari adeguati all'interno della Lidl-Trek. Tra i fuggitivi, a fare la differenza sono stati il basco della UAE Igor Arrieta e il portoghese della Bahrain Afonso Eulálio, seguiti da un quartetto composto da Milesi, Garofali, Scaroni, e Silva. Tuttavia, nel corso della discesa successiva, lo spagnolo Arrieta è stato vittima di una caduta, che è stata incredibilmente succeduta da una caduta di Eulálio, scivolato a sua volta in una fase di discesa.
A imporsi sul traguardo di Potenza, dopo una serie di sventure, è stato lo spagnolo Igor Arrieta, il quale, portando in dote un altro successo alla UAE, ha conseguito la prima vittoria della carriera al Giro d'Italia. Afonso Eulálio potrà comunque consolarsi vestendo la maglia rosa nella giornata di domani. Il classe 2001 portoghese, nono ai mondiali in Rwanda, sarà per la prima volta leader della graduatoria in un grande giro. Ha concluso al terzo posto l'uruguaiano Silva, mentre non ci sono state variazioni tra i big della classifica generale.
CLASSIFICA DI TAPPA
1° Igor Arrieta UEX 5:07:51
2° Afonso Eulálio TBC 0:02
3° G. Thomas Silva XAT 0:51
4° Lorenzo Milesi MOV 1:29
5° Christian Scaroni XAT 1:30
6° Gianmarco Garofoli SOQ s.t.
7° Koen Bowman JAY 3:11
8° Johannes Kulset UXM 3:13
9° Andrea Raccagni Noviero SOQ 3:29
10° Ludovico Crescioli PTV 4:42
CLASSIFICA GENERALE
1° Afonso Eulálio TBV 21:27:43
2° Igor Arrieta UEX 2:51
3° Christian Scaroni XAT 3:34
4° Andrea Raccagni Noviero SOQ 3:39
5° Johannes Kulset UXM 5:17
6° Giulio Ciccone LTK 6:12
7° Jan Christen UEX 6:16
8° Florian Stork TUD s.t.
9° Egan Bernal IGD s.t.
10° Thymen Arensman IGD 6:18
CLASSIFICA KOM
1° Diego Pablo Sevilla PTV 42
2° Igor Arrieta UEX 18
3° Nelson Oliveira MOV 18
CLASSIFICA MAGLIA CICLAMINO
1° Paul Magnier SOQ 105
2° Jonathan Milan LTK 64
3° Jhonatan Narvaez UEX 50
CLASSIFICA MAGLIA BIANCA
1° Afonso Eulálio TBV 21:27:43
2° Igor Arrieta UEX 2:51
3° Andrea Raccagni Noviero SOQ 3:39
Articolo di Leonardo Morellini
Photo: LaPresse
