Circa una settimana fa, giovedì 18 dicembre, abbiamo assistito alla presentazione del percorso della Vuelta a España 2026, da Monaco a Granada, 3283,7 km, dal 22 agosto al 13 settembre del prossimo anno. Ci saranno oltre 58.000 m di dislivello positivo e 41,5 km di cronometro.
L'ultimo grande giro della stagione inizierà con una cronometro individuale di 9 km nel Principato di Monaco, sulle strade del circuito che ogni anno ospita la Formula 1. Il giorno successivo si partirà da Monaco per arrivare a Manosque, tappa più lunga della Vuelta con i suoi 215,2 km e un finale adatto ai puncheur. Ci avviciniamo al confine spagnolo con la terza tappa Gruissan>Font Romeu, il primo arrivo in salita della gara. Si prosegue ad Andorra con la quarta tappa che parte e arriva nella capitale del piccolo paese, 104,9 km con oltre 3500 m di dislivello, uno sforzo molto breve, ma anche molto duro. La quinta tappa è la prima in Spagna, nella provincia di Tarragona, un possibile sprint o un'opportunità per gli attaccanti. La sesta tappa presenta quattro gran premi della montagna, l'ultimo dei quali ha anche un tratto di strada sterrata che farà la differenza a circa venti chilometri dal traguardo. La settima tappa, una giornata di montagna con oltre 3.500 m di dislivello positivo, 150 km, con arrivo in salita, dove Anacona ha conquistato la frazione nel 2014. L'ottava tappa è quasi tutta pianeggiante con un'unica salita verso la fine, ma gli sprinter dovrebbero avere una possibilità. La prima settimana della Vuelta si conclude con la nona tappa che arriva all'Alto de Aitana, 187,5 km, oltre 5200 m di dislivello, una prova per gli uomini che mantengono la classifica generale.
La seconda settimana inizia con la decima tappa, da Alcaraz a Elche de la Sierra, un'opportunità per gli attaccanti. L'undicesima sarà probabilmente un'altra tappa da sprint, in preparazione alla dodicesima con arrivo a Calar Alto, dove Miguel Ángel López ha conquistato la salita finale nel 2017. La frazione successiva potrebbe essere un'opportunità per gli attaccanti, come uno sprint a Loja. La quattordicesima tappa è un altro arrivo in salita alla Sierra de la Pantera, dove Carapaz ha vinto nel 2022 quando Remco era in maglia rossa. La seconda settimana della Vuelta si conclude con una tappa collinare a Córdoba, dove van Aert ha vinto in volata nel 2024
Si arriva alla terza settimana della Vuelta, la più decisiva, con la sedicesima tappa per i velocisti o per gli attaccanti che potranno attaccare nella prima parte del percorso. La diciassettesima è un'altra opportunità per i grandi muscoli, infatti nel 2024 Pavel Bittner ha conquistato il successo. La diciottesima tappa sarà fondamentale per la classifica generale: una cronometro individuale di 32,5 km quasi tutta pianeggiante senza grandi salite. La diciannovesima e la ventesima sono le ultime opportunità per stravolgere la lotta alla maglia rossa: si arriva a Peñas Blancas, dove Carapaz ha vinto nel 2022, con oltre 4.000 m di dislivello, e al Collado del Alguacil con una tappa molto dura di oltre 5.000 m di dislivello positivo. La Vuelta a España 2026 si conclude con una tappa molto simile a quella del Tour de France con la salita di Montmartre: si affronterà cinque volte la salita dell'Alhambra, il monumento più rappresentativo della città andalusa.
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Martino Lasagna
