Dopo una lunga attesa, il ciclismo su strada torna finalmente al centro della scena e, come da tradizione, lo fa sulla terra australiana. Dal 20 al 25 gennaio andrà in scena la 26ª edizione del Tour Down Under, gara inaugurale del calendario WorldTour. Sei tappe, ognuna con caratteristiche differenti, che promettono spettacolo come ogni anno.
STORIA
La storia della più importante corsa ciclistica australiana inizia nel 1999, quando un gruppo di lavoro guidato da Michael Turtur, campione olimpico su pista ai Giochi di Los Angeles 1984, in collaborazione con il Governo dell’Australia Meridionale, ideò e realizzò una gara capace di attirare squadre da tutto il mondo. Il primo vincitore fu Stuart O’Grady, che successivamente nel 2020 ha preso il posto di Turtur nel ruolo di direttore di gara. Nel 2006 il Santos Tour Down Under introdusse la celebre maglia di leader color arancione, divenuta nel tempo uno dei simboli distintivi della corsa. L’anno successivo, grazie all’impegno del premier dell’Australia Meridionale Mike Rann e dell’allora ministra del turismo Jane Lomax-Smith, l’evento ottenne lo status di ProTour, entrando ufficialmente nel calendario dell’UCI World Ranking nel 2009. Nel settembre 2008, l’annuncio del ritorno al ciclismo professionistico di Lance Armstrong per l’edizione successiva provocò un vero boom mediatico: il numero dei visitatori raddoppiò e la copertura televisiva quintuplicò. Armstrong prese parte complessivamente a quattro edizioni della corsa, ritirandosi definitivamente al termine del 2011. Da allora la manifestazione ha continuato a crescere, fino a ottenere nel 2016 il riconoscimento come miglior evento sportivo australiano. Nello stesso periodo, il programma si ampliò includendo la Rendition Homes Santos Women’s Cup, una serie di gare femminili su strada che in seguito ottenne lo status UCI 2.2, per poi essere promossa a UCI 2.1 nel 2018. Nel novembre 2020, gli organizzatori confermarono l’annullamento dell’edizione 2021 a causa della pandemia di COVID-19, situazione che si ripeté anche l’anno successivo. Il ritorno ufficiale avvenne nel 2023, con i successi di Grace Brown nella gara femminile e di Jay Vine in quella maschile. Mentre a trionfare nell’ultima edizione è stato l’ecuadoriano Jonathan Narváez, pronto a difendere il titolo in questa edizione. Un’ultima curiosità statistica riguarda il primato di vittorie complessive appartenente a Simon Gerrans, capace di imporsi quattro volte, nelle edizioni 2006, 2012, 2014 e 2016.
PERCORSO
Per la seconda volta nella sua storia, il Santos Tour Down Under prenderà il via con un prologo. L’apertura della corsa è prevista nel cuore di Adelaide, con una breve prova contro il tempo di 3,6 chilometri che assegnerà la prima maglia di leader.
La prima tappa in linea, lunga 120 chilometri, partirà e si concluderà a Tanunda. Rispetto all’edizione precedente, il tracciato verrà affrontato in senso opposto e comprenderà tre passaggi sulla salita di Menglers Hill, percorsa però dal versante meno selettivo. Nonostante un dislivello complessivo di oltre 1.500 metri, il profilo complessivo lascia spazio a un arrivo favorevole ai velocisti resistenti.
La seconda frazione alzerà notevolmente il livello di difficoltà. Sin dai primi chilometri i corridori dovranno affrontare la lunga ascesa verso Norton Summit (10 km al 4%), seguita da due passaggi sulla dura Corkscrew Road (3,3 km al 7,1%). Una giornata chiave per gli uomini di classifica, chiamati a scoprire le prime carte.
La terza tappa presenterà ancora qualche ondulazione, ma con caratteristiche più adatte ai corridori veloci, che potrebbero tornare protagonisti in un finale meno selettivo.
Il momento decisivo della corsa arriverà con la quarta frazione, considerata la tappa regina. Protagonista assoluta sarà la leggendaria Willunga Hill, che verrà scalata per tre volte nella stessa giornata, una novità assoluta nella storia della gara. La prima ascesa arriverà già nelle fasi iniziali della tappa, lunga 176 chilometri, seguita da un ampio tratto centrale prima del doppio passaggio finale sulla salita resa celebre dalle imprese di Richie Porte. Questa frazione inciderà significativamente sulla classifica generale, rendendo quasi ufficiale la maglia arancione.
Il giorno seguente arriverà l’ultimo atto a chiusura della 26º edizione, con il circuito di Stirling, che resta comunque insidioso e tutt’altro che scontato, pronto a offrire un ultimo terreno di battaglia prima del verdetto finale.
STARTLIST E FAVORITI
Il corridore più atteso è senza dubbio Jhonnatan Narváez, chiamato a guidare una UAE Team Emirates XRG particolarmente competitiva; al suo fianco figurano Jay Vine e Adam Yates, due alternative importanti per le tappe più impegnative e in ottica classifica. Il Team Jayco AlUla punta forte sul fattore campo, affidandosi a Lucas Plapp per la classifica generale, con Ben O’Connor chiamato soprattutto a ritrovare condizione e continuità. Tra i giovani più interessanti figura Finn Fisher-Black, inserito in una Red Bull BORA hansgrohe pronta a giocarsi le proprie carte nelle tappe mosse. La Lotto Intermarché si presenta con il giovane belga Lennert Van Eetvelt, mentre la Bahrain Victorious affida le proprie ambizioni a Santiago Buitrago, supportato da una giovane formazione. La Ineos Grenadiers si schiera con un assetto orientato al successo di tappa, con Jack Haig, Michał Kwiatkowski come principali protagonisti in ottica classifica, insieme al tandem composto da Samuel Watson e Sam Welsford a caccia di tappe. Per la Movistar Team, il nome da seguire è quello di Javier Romo, mentre la Groupama FDJ si affida alla consueta regolarità di Guillaume Martin. Spazio anche alla Alpecin Premier Tech, capitanata da Jensen Plowright: l’australiano arriva da un avvio di stagione molto convincente e, sulle strade di casa, può ritagliarsi un ruolo da protagonista. La Decathlon AG2R La Mondiale si affida invece a Nicolas Prodhomme e Tobias Lund Andresen, mentre la Lidl Trek porta al via Andrea Bagioli, uomo adatto a percorsi nervosi. La Soudal Quick-Step si presenta con Filippo Zana, mentre il Team Picnic PostNL punta su James Knox per le tappe più selettive. Attenzione anche alla Uno-X Mobility, che schiera Andreas Kron, e alla XDS Astana Team, guidata da Aaron Gate. Infine, la Team Visma Lease a Bike al via con Matthew Brennan, reduce da un eccellente 2025, candidato a essere un jolly della corsa. Chiude il quadro la nazionale australiana, che incarica Damien Howson di provare a rimanere con i più forti in salita.
☆☆☆☆☆ Jonatan Narvaez
☆☆☆☆ Jay Vine, Lennert Van Eetvelt
☆☆☆ Adam Yates, Finn Fisher-Black, Santiago Buitrago
☆☆ Javier Romo, Ben O'Connor, Lucas Plapp, Matthew Brennan
☆ Edoardo Zambanini, Corbin Strong, Marco Brenner, Mauro Schmid, Guillaume Martin
𝐎𝐮𝐭𝐬𝐢𝐝𝐞𝐫: Brady Gilmore, Nicolas Prodhomme
𝐒𝐨𝐭𝐭𝐨𝐭𝐨𝐧𝐨: Ben O’Connor, Jack Haig
🌉: Uno scatto di Pio Valerio Mautone attraverso comeundagherrotipo
✍🏻 Iacopo Salvatori
