Esiste un momento, nel cuore della Toscana, in cui il sole trasforma la ghiaia in un tappeto di diamanti grezzi. È il risveglio di marzo, dove la fatica si mescola alla bellezza eterna delle colline senesi e il primo tepore primaverile sfida il freddo pungente che ancora morde l'aria.
Questo scenario leggendario è stato svelato ufficialmente oggi a Milano, all’ombra della Madonnina.
Una Classica "più umana", ma non meno epica
Per il 2026, gli organizzatori hanno scelto di disegnare un tracciato che torna a respirare un’aria più essenziale. La prova maschile, in programma sabato 7 marzo, si accorcia leggermente: 201 chilometri di saliscendi nervosi, contro i 215 del recente passato. Una scelta che punta a rendere la corsa più esplosiva, un invito a viso aperto per i campioni che non sanno aspettare.
Basterà questo chilometraggio ridotto e un numero minore di settori per rendere la corsa più "dura" da controllare a un cannibale come Tadej Pogačar e la sua squadra? Questa nuova veste potrebbe paradossalmente favorire i "motori" puri da classiche del Nord, come Wout van Aert. Il belga, già trionfatore lo scorso anno nella tappa degli sterrati al Giro d'Italia, potrebbe trovare in questi 201 km il terreno ideale per sprigionare la sua potenza, meno logorata dalle distanze estreme che solitamente esaltano gli scalatori di fondo.
Il cuore di polvere: Monte Sante Marie
Non lasciatevi comunque ingannare dalla riduzione: i settori di sterrato restano il cuore pulsante della sfida. Saranno 64 i chilometri di polvere santa suddivisi in 13 settori. Il "mostro" di Monte Sante Marie, con le sue pendenze che tolgono il fiato a 80 chilometri dal traguardo, rimane il giudice severo di metà gara: il punto esatto dove il gruppo si sfarina e restano solo i cuori più forti.
Il doppio bacio delle Tolfe:
Confermato l'emozionante circuito finale. I corridori dovranno affrontare per due volte la sequenza ravvicinata di Colle Pinzuto e Le Tolfe. È qui, tra i vigneti che si affacciano su Siena, che la corsa si trasforma in un mosaico di attacchi e contrattacchi. Il secondo passaggio su Le Tolfe, con le sue rampe al 18%, sarà l'ultimo trampolino prima del gran finale di Via Santa Caterina a Fontebranda, che condurrà i ciclisti nel magnifico scenario della città del Palio.
Presentato anche ovviamente il percorso della Strade Bianche Woman 2026
Il Percorso: 131 km di Adrenalina
L'edizione 2026, con i suoi 131 chilometri e 11 settori di sterrato (due in meno rispetto allo scorso anno), promette una battaglia ancora più densa e selettiva.
Una formula "concentrata" che non lascerà respiro: dopo la partenza dalla Fortezza Medicea, le atlete si tufferanno immediatamente nei saliscendi nervosi delle Crete Senesi.
I Giudici Finali: Dove si vince la corsa?
Il destino della gara si deciderà tra i muri iconici del finale o molto prima? Sebbene il Colle Pinzuto e le pendenze brutali de Le Tolfe (fino al 18%) restino i giudici ultimi, la sfida potrebbe accendersi già tra i settori "ottovolante" di San Martino in Grania. Qui, tra discese tecnicissime e salite pungenti, l'equilibrio tra audacia e forza farà la differenza tra il successo e l'oblio.
L'Ultimo Atto a Siena
Il finale è un crescendo mozzafiato.
L’ascesa di Via Santa Caterina, con il suo pavé che morde le gambe esauste, sarà l’ultimo ostacolo prima dell'esplosione di luce in Piazza del Campo. Arrivare nella "Conchiglia" di Siena non è solo tagliare un traguardo, ma entrare di diritto nel mito del ciclismo mondiale.
@comeundagherotipo Pio Valerio Mautone
