Per questa seconda intervista, "chiacchierata" per la nostra rubrica, conosciamo meglio Luca Gregorio, amante delle due ruote, telecronista apprezzatissimo di Eurosport per il ciclismo e non solo.
La tua voce e le tue telecronache sono apprezzatissime, ma qual è stata la volta in cui hai capito che la scelta migliore era stare un attimo in silenzio?
“Non c'è stata una volta specifica. Come sempre bisogna essere bravi a leggere la situazione. Seguo il flusso e quello che mi fa emozionare. Se i corridori passano in un tratto stracolmo di gente, credo sia bellissimo far sentire la voce della gente, le loro urla e il loro calore. Le nostre voci sono importanti ma devono sempre accompagnare. E a volte la strada racconta più di qualsiasi cosa.”
Sappiamo della tua passione per la musica, se dovessi associare una sola canzone al ciclismo, quale sarebbe?
“Domanda difficilissima. Emozioni di Battisti sarebbe un evergreen perché condensa in una parola quello che regala questo sport. Poi permettimi di sceglierne anche una di Ligabue: dico Si viene e si va perché questo ciclismo globalizzato porta i corridori in giro per il mondo fra corse e ritiri. C’è un lato bello ma anche molto stressante.”
Quanto della tua formazione o dei tuoi gusti musicali influenza il 'tempo' e il ritmo che dai alle tue telecronache?
“E’ una domanda originale quindi complimenti ma la risposta sincera credo sia zero. Non c’è una connessione fra la mia passione per la musica e quando faccio da narratore in cabina. Mi piace però l’idea che la mia voce possa essere una sorta di sottofondo musicale nelle giornate delle persone.”
Sei stato apprezzatissimo anche alla Cerimonia di Apertura qualche giorno fa, quale ciclista vedresti bene alle prese con le discipline invernali e/o estive?
“Penso che uno come Van der Poel potrebbe fare qualsiasi cosa perchè è baciato dal sole. è divino quindi incarnerebbe perfettamente lo spirito olimpico. In che disciplina non te lo saprei dire. Mi piacerebbe vederlo nel pattinaggio di coppia visto che è etereo.”
Se potessi commentare una tappa storica del passato con il tuo partner collaudato e storico come il grande Riccardo Magrini, quale sarebbe?
“Questa è facile non ho dubbi. Giro d’Italia 1998. Tappa con arrivo a Montecampione. L’epico e incredibile duello fra Marco Pantani e Pavel Tonkov. Credo sarei morto d’infarto. Sicuramente avrei pianto.”
Ringraziamo affettuosamente Luca Gregorio per la disponibilità.
