Alan, se oggi dovessi fare il nome di un ciclista che non ha ancora vinto una tappa o una corsa, ma che secondo te potrebbe essere la sorpresa di questa nuova stagione, quale sarebbe?
“Credo che Mattia Gaffuri potrebbe essere la sorpresa dell’anno. Si sta ambientando nel World Tour e se gli lasciamo tempo potrebbe fare il colpaccio che non ti aspetti. È un corridore che in una corsa come il Giro potrebbe entrare in una fuga da lontano e giocarsi il successo. Motore ottimo e margini di miglioramento se consideriamo che è al suo primo vero anno da pro.”
Quanto sei stato 'romagnolo' nella tua carriera da ciclista e quanto lo sei oggi nel tuo percorso con GCN?
“Il mio essere romagnolo purosangue mi ha accompagnato per tutta la vita da quando ero in attività fino ad oggi. Lo sono stato davvero tanto, oggi c’è il mio collega di GCN inglese Ollie Bridgewood che dice sempre “Alan è l’italiano il più italiano che esista al mondo”, questo perché spesso emerge il mio essere schietto e anche un po’ macchietta eccentrica che è un po’ il marchio di fabbrica del romagnolo passionale. Quindi alla fine sono stato romagnolo fino al midollo da sempre, fino ad oggi, nonostante da ormai 10 anni vivo a Riva del Garda in Trentino.”
Quanto ha influito il fatto che la tua prima vittoria da professionista sia coincisa proprio con la tua ultima gara? Hai trovato un'energia extra in quel momento particolare?
“Ho raccontato spesso quella giornata, anche in un video di GCN Italia del 2023 dove sono tornato sul luogo del “delitto” per spiegarlo meglio. È stata una giornata magica in cui tutto è filato alla perfezione, un piccolo regalo che gli dei del ciclismo mi hanno fatto per tutto quello che avevo dato negli anni da Pro. Avevo vinto in tutte le categorie ma quel successo anche se molto piccolo a livello di importanza per me valeva come un mondiale. Ero sicuramente molto motivato e ci tenevo tanto ma sicuramente quel giorno è stato unico come sincronia di situazioni ed eventi durante la gara.”
Se potessi tornare all'inizio della tua carriera, cosa diresti a te stesso? Qual è quella cosa che, all'epoca, forse non ti sei mai detto?
“Se tornassi indietro in alcuni momenti penserei un pochino più a me stesso, ho basato una buona parte della mia carriera sull’aiutare gli altri anche quando avevo la gambe per vincere. Altre volte invece ho creduto poco in me stesso e mi sono limitato a fare il minimo sindacale quando avrei potuto ottenere di più. In ogni caso è andata bene perché a oggi non cambierei una virgola della mia vita.”
Definisci con un solo aggettivo (o una sola parola) tre tuoi ex compagni di squadra: Vincenzo Nibali, Peter Sagan e Domenico Pozzovivo.
“NIBALI - EFFICACE
SAGAN - FENOMENO
POZZOVIVO: RESILIENTE”
Quale corridore, tra quelli ancora in attività, vedresti bene nel ruolo di commentatore o esperto per GCN?
“Il corridore che sarebbe più adatto a un ruolo del genere è sicuramente Jacopo Guarnieri, molto competente su tutti i fronti e funzionale in video. Quando è stato nostro ospite se l’è sempre cavata alla grande e il pubblico lo ha apprezzato tantissimo. Oggi fa l’agente di alcuni pro e anche lì sta facendo molto bene nonostante abbia iniziato da poco. Un altro che funziona molto bene è Daniel Oss, mio amico di vecchia data che se la cava molto bene davanti alla telecamera.”
Ringraziamo affettuosamente Alan Marangoni per la gentilezza e la disponibilità.
Intervista e Grafica (Con IA) di Pio Valerio Mautone
IG: piviemmeconcept
