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STRADE BIANCHE 2026: storia, percorso, startlist e favoriti

Presentazione corsa 06/03/2026
STRADE BIANCHE 2026: storia, percorso, startlist e favoriti

Sabato 7 marzo alle ore 11:40, da Siena, prenderà il via la cosiddetta “Classica del Nord più a sud d’Europa”. Si tratta della 18º edizione della Strade Bianche, che come sempre richiamerà un grande numero di appassionati e una startlist di altissimo livello per un successo sempre più ambito.

 

STORIA

La storia della Strade Bianche affonda le sue radici nel 1997, quando Giancarlo Brocci ideò L’Eroica, una manifestazione cicloturistica nata per riscoprire il ciclismo dei pionieri del Novecento. Nessuna classifica ufficiale, nessun podio: solo biciclette d’epoca, strade sterrate e ristori con prodotti tipici lungo le colline del Chianti. Un ritorno romantico al ciclismo antico, fatto di polvere e fatica. Dieci anni dopo, su quelle stesse strade, arrivarono i professionisti. Il 9 ottobre 2007 nacque la Monte Paschi Eroica, prima edizione professionistica della corsa, organizzata da RCS Sport. Si disputò in autunno, su un percorso di 180 chilometri con oltre 60 km di sterrato. A transitare per primo in Piazza del Campo fu il russo Aleksandr Kolobnev, pochi giorni dopo il secondo posto al Mondiale di Stoccarda alle spalle di Paolo Bettini. La posizione in calendario, a ottobre, non favorì la presenza dei grandi nomi. Così nel 2008 la corsa fu spostata a inizio marzo, pochi giorni prima della Tirreno-Adriatico: una scelta decisiva. Da quel momento la gara divenne rapidamente un obiettivo stagionale per molti campioni. Dalla terza edizione assunse il nome definitivo di Strade Bianche. Il fascino crebbe velocemente, così come il prestigio dell’albo d’oro. Nel 2008 vinse Fabian Cancellara, che si ripeté nel 2012 e nel 2016, diventando il primo e finora unico corridore capace di conquistare tre edizioni. Il suo legame con la corsa fu tale che un settore sterrato, quello di Monte Sante Marie, venne intitolato a suo nome. Nel 2009 trionfò Thomas Löfkvist, mentre due anni dopo arrivò la vittoria di Philippe Gilbert, altro specialista delle classiche, a conferma della natura selettiva della corsa.Nel 2013 arrivò l’unico successo italiano nella storia della prova: Moreno Moser attaccò sul muro finale di via Santa Caterina e conquistò Piazza del Campo, restando ancora oggi l’unico azzurro capace di vincere sugli sterrati toscani. L’anno seguente vinse Michał Kwiatkowski, che si ripeté nel 2017, anno chiave nella storia della corsa: la Strade Bianche entrò ufficialmente nel calendario UCI World Tour, il massimo livello mondiale. Una scalata rapidissima: da corsa 1.1 al vertice del ciclismo internazionale in meno di dieci anni. Nel 2015 trionfò Zdeněk Štybar, mentre nel 2018, in un’edizione segnata dal fango e dal freddo, vinse Tiesj Benoot, con un attacco solitario memorabile. Nel 2019 fu la volta di Julian Alaphilippe, alla sua prima partecipazione, mentre il 2020 segnò un’edizione unica: disputata ad agosto a causa della pandemia, sotto il sole e la polvere estiva, fu vinta da Wout van Aert, che trovò il suo riscatto dopo due terzi posti consecutivi. Negli anni successivi la corsa ha consolidato il proprio status, attirando fuoriclasse assoluti come Mathieu van der Poel e Tadej Pogačar, protagonisti di edizioni spettacolari che hanno alimentato il dibattito internazionale: può la Strade Bianche diventare la “Sesta Monumento”? Nonostante la giovane età, la gara senese ha costruito un’identità fortissima: partenza e arrivo a Siena (dal 2016), conclusione nella scenografica Piazza del Campo e un tracciato che unisce la brutalità degli sterrati alla bellezza delle colline toscane.

 

PERCORSO

Il tracciato di quest’anno si sviluppa su 201 chilometri con circa 3.500 metri di dislivello e oltre 40 chilometri di strade sterrate suddivise in 12 settori. Un percorso che, come da tradizione, alterna tratti scorrevoli a continui saliscendi, fino a trasformarsi in una battaglia di resistenza e posizione nel finale senese. La partenza è fissata da Siena, con i primi chilometri ondulati su asfalto in direzione di San Rocco a Pilli. Dopo una fase breve fase iniziale, si entra subito nel vivo con il primo settore sterrato: Vidritta, tratto che inaugura ufficialmente la lunga sequenza di strade bianche. Segue il settore di Grotti (3,1 km al 5,4%), caratterizzato da pendenze regolari e fondo compatto, che può già iniziare a creare tensioni nel gruppo. Dopo il passaggio da Radi si prosegue verso il terzo settore, in un continuo alternarsi di curve, rilanci e tratti tecnici che richiedono massima attenzione. La corsa entra quindi nella sua parte centrale con i lunghi settori di Pieve a Salti e San Martino in Grania, tra i più impegnativi dell’intera giornata: qui i continui saliscendi e i tratti esposti possono logorare le gambe e spezzare definitivamente il gruppo. Superata Asciano, lo sterrato continua a scandire il ritmo della gara fino al rientro verso Vico d’Arbia, dove inizia il circuito decisivo. A circa 50 chilometri dal traguardo la tensione sale con il primo passaggio sul Colle Pinzuto (2,4 km con pendenze fino al 10,5%) e sul settore de Le Tolfe (420 metri al 10,5%), breve ma esplosivo, spesso teatro di scatti e contrattacchi. Segue la Strada del Castagno, tratto nervoso che precede l’ultima parte di gara, prima del secondo e decisivo passaggio su Colle Pinzuto e Le Tolfe: qui, tra pendenze a doppia cifra e fondo irregolare, si accendono le azioni che possono risultare determinanti. Gli ultimi dieci chilometri riportano i corridori verso Siena su strade strette e ondulate, dove la fatica accumulata si fa sentire. L’ingresso in città è tecnico e nervoso, fino alla celebre rampa finale che conduce in Piazza del Campo, con pendenze severe prima del breve tratto in discesa al 7% negli ultimi 30 metri.

 

STARTLIST E FAVORITI

I riflettori saranno puntati soprattutto su Tadej Pogačar, Isaac Del Toro e Tom Pidcock, tre corridori che partono con i gradi di principali favoriti sulle strade sterrate della Toscana. La UAE Team Emirates – XRG si presenta con una delle formazioni più forti al via, guidata proprio da Pogačar, vincitore della corsa per ben 4 volte in passato e sempre protagonista su questo terreno, affiancato dal talentuosissimo Del Toro e supportato da corridori solidi come Florian Vermeersch, Felix Großschartner e Jan Christen, pronti a rendere la corsa dura fin dalle prime fasi. Tra i rivali più attesi c’è Tom Pidcock, secondo lo scorso anno e vincitore nel 2023, che guiderà la Pinarello Q36.5 Pro Cycling Team insieme a Quinten Hermans, formando una coppia molto pericolosa sugli sterrati. Anche il Team Visma | Lease a Bike arriva con grandi ambizioni grazie alla presenza di Wout van Aert, affiancato da corridori di qualità come Matteo Jorgenson, Ben Tulett e Louis Barré, una squadra capace di essere protagonista sia negli attacchi che nelle fasi più dure della corsa. La Red Bull - BORA - hansgrohe cercherà spazio con Giulio Pellizzari e Gianni Vermeersch, mentre la INEOS Grenadiers porta Jack Haig, pronto a inserirsi nelle azioni più importanti. La EF Education - EasyPost schiera un tandem molto interessante composta da: Ben Healy e Richard Carapaz, corridori che possono rendere la corsa selettiva sulle salite sterrate. Anche la Bahrain Victorious punta su uomini adatti a questo tipo di percorso come Pello Bilbao, Matej Mohorič e Attila Valter, mentre la Lidl - Trek si affida all’esperienza di Bauke Mollema e alla grinta di Quinn Simmons. Tra le squadre pronte a inserirsi nella lotta per le posizioni di vertice figura la Groupama - FDJ United, guidata dalla coppia francese firmata: Valentin Madouas - Romain Grégoire, con il supporto di Bastien Tronchon. La Soudal Quick-Step porta invece una formazione equilibrata con Filippo Zana, Mauri Vansevenant, Junior Lecerf e Louis Vervaeke, corridori capaci di muoversi bene quando le pendenze aumentano. Anche la Decathlon CMA CGM Team si presenta con una squadra compatta guidata da Paul Lapeira, Gregor Mühlberger e Pierre Gautherat, pronti a inserirsi nelle azioni decisive. La Lotto Intermarché punta sul talento di Lennert Van Eetvelt, supportato da Georg Zimmermann e Simone Gualdi, mentre il Team Jayco AlUla si affida all’italiano Alessandro Covi insieme a Felix Engelhardt e Alan Hatherly, corridori che possono sorprendere nelle fasi più dure della corsa. Tra le altre squadre da seguire figurano la Tudor Pro Cycling Team con Julian Alaphilippe, la Uno-X Mobility con Tobias Halland Johannessen, la XDS Astana Team guidata da Clément Champoussin, e la Movistar Team con Roger Adrià, tutti corridori capaci di interpretare una corsa imprevedibile come la Strade Bianche. Completano il gruppo delle formazioni al via la Alpecin-Premier Tech con Francesco Busatto, la Bardiani CSF 7 Saber con Martin Marcellusi, la MBH Bank CSB Telecom Fort con Alessandro Fancellu e Samuele Zoccarato, la Solution Tech NIPPO Rali con Alexandre Balmer, la Team Polti VisitMalta e la Unibet Rose Rockets, che schiera corridori esperti come Pablo Sevilla e Wout Poels.

 

☆☆☆☆☆ Tadej Pogacar

☆☆☆☆ Isaac Del Toro, Tom Pidcock

☆☆☆ Paul Seixas, Romain Gregoire, Matteo Jorgenson

☆☆ Wout Van Aert, Pello Bilbao, Lennert Van Eetvelt, Ben Healy

☆ Jan Christen, Giulio Pellizzari, Quinn Simmons, Roger Adria, Paul Lapeira

𝐎𝐮𝐭𝐬𝐢𝐝𝐞𝐫: Tibor Del Grosso, Florian Vermeersch

𝐒𝐨𝐭𝐭𝐨𝐭𝐨𝐧𝐨: Richard Carapaz, Jack Haig

 

✍🏻: Iacopo Salvatori 

📸: Pio Valerio Mautone - piviemmeconcept