Tadej Pogacar è come una rockstar. Quando c’è una corsa di un giorno, bisogna aspettarlo per qualche ora, si fanno prima vedere atleti secondari come se dovessero “aprire” il suo show e poi, nelle ultime due ore di gara, inizia lo spettacolo. È così che l’oceanica folla, proveniente da tutte le nazioni, stavolta sugli sterrati toscani, inizia a gridare il suo nome, incitando l’idolo sloveno e cantando, come i fan di Vasco Rossi mentre intona Albachiara. Assistere alle sue performance, che siano alla Strade Bianche a Siena, sulle pietre fiamminghe, sulle côte valloni o sui colli lombardi, è come ascoltare la Primavera di Vivaldi o ammirare senza fiato le mirabolanti pitture di Michelangelo nella Cappella Sistina. Ed è così che, come lo scorso anno, a 80 km dalla fine il campione del mondo lancia l’attacco decisivo e, pochi minuti dopo, devono alzare bandiera bianca per ultimi sia il suo compagno di squadra Del Toro che il diciannovenne Paul Seixas. Proprio per il portacolori della Decathlon i commentatori di Eurosport, Luca Gregorio e Riccardo Magrini, si esibiscono in urla di giubilo e di celebrazione quando quest’ultimo riesce, a Piazza del Campo, a staccare il compagno di fuga Del Toro (3° a 1’08”) e a conquistare la piazza d’onore, a ben 1’01” dal cannibale di Komenda. Questo testimonia come terminare secondo una corsa con un minuto di ritardo rispetto a Pogacar, in questi anni, sia considerata un’impresa notevolissima. Tutti gli altri, a partire dal francese Romain Gregoire (4°), sono naufragati a oltre 2’ di ritardo dal vincitore. E pazienza se Pogacar ammazza le corse, se anche oggi le due ultime ore sono state “annullate”, con la sfida per il primo posto che è terminata di fatto a 77 km dal traguardo, quando Seixas ha ceduto per ultimo al ritmo folle impresso da “Pogi” sul Monte Sante Marie; pazienza se, come dicono i maligni, il capitano della UAE Team Emirates annulla lo spettacolo perché quando gareggia si sa già chi vincerà e in che punto vincerà: il solo vederlo pedalare, per il vero fan e intenditore di ciclismo, è uno spettacolo per gli occhi che mette in pace con l’Universo. E poi, detto francamente, che colpa ha lui se è così più forte dei suoi rivali?
ORDINE DI ARRIVO
1 Tadej Pogaฤar 04:45:15
2 Paul Seixas 01:00
3 Isaac Del Toro 01:09
4 Romain Grégoire 02:04
5 Gianni Vermeersch
6 Jan Christen 02:07
7 Thomas Pidcock 02:14
8 Matteo Jorgenson 02:20
9 Andreas Kron 03:46
10 Wout Van Aert
Articolo di Cesare Fabrizi
Grafica generata con Al di Valerio Pio Mautone
