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PAGELLE STRADE BIANCHE

Corse italiane 07/03/2026
PAGELLE STRADE BIANCHE

PAGELLE DELLE STRADE BIANCHE

La prima classica importante dell’anno si è da poco conclusa ed è giusto dare un giudizio su ciò che è successo tra le strade bianche senesi. Le pagelle sono suddivise tra cinque top e cinque flop.

TOP

Tadej Pogačar 10:

Le parole per il corridore sloveno sarebbero superflue: è un sovrano assoluto, il Leviatano del ciclismo. Vedremo se il potere che esercita prima o poi verrà messo in discussione; per il momento è imbattibile su tali percorsi.

Paul Seixas 10:

Ha ottenuto il massimo, nonostante abbia persino provato a seguire Pogačar, e questo non fa che aumentare il valore della sua prestazione. È già il presente, non solo il futuro: può essere il futuro re, ma al momento è sicuramente un principe. Il campioncino francese vuole però essere lui sul trono: nell’ottica dei veri campioni non può esserci una poltrona per due. La sua sfida sarà quella di detronizzare il fenomeno sloveno.

Gianni Vermeersch 8.5:

Si conferma su alti livelli per quanto riguarda le Strade Bianche: dopo il settimo posto dell’anno scorso, quest’anno chiude quinto. Questa stagione per lui può essere ricca di soddisfazioni, ora che è libero da compiti di gregario e può pensare a se stesso. Ormai maturo, può finalmente diventare ciò che è senza dover pensare agli altri: libero da catene piacevoli, su di lui si possono vedere con chiarezza limiti e pregi da capitano.

UAE Team Emirates - XRG 8:

Dietro a quello che è il Leviatano esiste uno squadrone capace di seguire qualsiasi attacco e di creare il caos. Fra apollineo e dionisiaco, fra Del Toro e Christen, gli addendi si possono scambiare ma il risultato non cambia. Il messicano chiude terzo, forse quasi deludendo viste le aspettative della vigilia, mentre lo svizzero arriva sesto lavorando alla perfezione per il capitano. Nell’allegoria creata, Pogačar ha svariati consiglieri, soldati e ministri: non è solo, può gestire il potere molto più comodamente ogni anno che passa, sempre più coadiuvato da giovani futuri campioni.

Decathlon CMA CGM Team 8:

Se la squadra emiratina è il presente — e probabilmente anche il futuro — il team francese sta sviluppando molto bene il proprio progetto, costruendo una possibile opposizione. Multietnico contro identità, da una parte lo yin e dall’altra lo yang: almeno questa è la minima speranza. Il ciclismo ha bisogno di almeno due colori; sarebbero meglio le sfumature, ma ci si può accontentare di due principi. Fuori dal gioco simbolico, la Decathlon oggi corre molto bene riuscendo a ottenere un undicesimo e un quattordicesimo posto con Labrosse e Lapeira.

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FLOP

Ben Healy 5:

L’anno scorso era giunto quarto, quest’anno finisce poco distante dalla top 10. Al momento è ancora ondivago, o forse meglio dire sinusoidale: momenti all’apice, giornate discrete, istanti pessimi, un continuo oscillare tra estremi e medietà. I massimi e i minimi sono però più frequenti delle vie di mezzo. Oggi è forse la giornata più normale della sua carriera, visto il dodicesimo posto finale. È ancora giovane e la stagione è appena iniziata: le aspettative sono alte, quindi è rimandato alle prossime gare.

Alpecin-Premier Tech 5:

Planckaert è il migliore al traguardo e arriva solo ventiseiesimo; il resto dei corridori è disperso negli sterrati. Questo è sufficiente per descrivere la corsa della compagine belga. Senza i due tenori e con Tibor Del Grosso ancora acerbo per tali corse, emergono i limiti di una squadra che è perfetta nell’imperfezione: un’antifrasi che mostra come non si possa essere perfetti senza risorse illimitate e come l’umano debba scegliere tra essere discreto in tutto o eccellere in qualcosa. Loro hanno scelto la seconda opzione.

Julian Alaphilippe 5:

La parabola è evidente da un paio di anni: dall’apice sta scendendo lentamente. Dall’essere in cima all’apogeo è caduto a poco a poco nel mondo degli umani. Sebbene a volte la sua classe cristallina di un tempo si manifesti come una folgore che cade dal cielo, si tratta ormai di un evento raro — e oggi non è stato quel giorno. Corsa abbastanza anonima e opaca, chiusa al ventesimo posto.

Lidl – Trek 4:

Non veniva chiesto loro di andare sulla luna o di scoprire un nuovo mondo. Alla vigilia si chiedeva semplicemente una corsa discreta: una top 10 o una top 15. Alla fine, ottengono invece come miglior risultato il trentaduesimo posto di Sobrero. Nell’immagine simbolica di oggi sono una nave che non parte, ferma in porto per problemi. Ma è un progetto aperto, che si sta ingrandendo giorno dopo giorno: è normale avere anche giornate storte, e questa è stata una di quelle.

I corridori italiani 4:

Nulla contro i singoli, ma è abbastanza deludente vedere come miglior risultato un sedicesimo posto ottenuto da Vendrame. Per essere più specifici, Vendrame e Zana — gli unici due in top 20 — hanno fatto la loro discreta gara; il problema è stato il resto. Al momento siamo onesti mestieranti: discreti, ma non brilliamo. Abbiamo un forte edificio senza decorazioni: siamo una basilica romana pagana. Non è ancora arrivata l’ondata di aria fresca, il cambiamento capace di trasformare un mero edificio burocratico e solido in qualcosa di sublime, che affascina e rende felici.

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Commento finale: le Strade Bianche sono sempre una corsa interessante, sebbene ormai da anni il finale sembri già scritto. Il cambiamento del percorso effettuato negli anni passati l’ha probabilmente resa ancora più scontata. Anche se si tornasse al tracciato delle origini cambierebbe poco finché ci sarà Pogačar contro tutti, ma un tentativo probabilmente si dovrebbe fare.

La corsa femminile invece è stata veramente ricca di spunti: tra forature, incidenti, errori di percorso, e sempre in bilico — l’esatto opposto di quella maschile. Il ciclismo oggi ha offerto due spettacoli agli antipodi, per tutti i gusti e tutte le sensibilità. Questo è anche il bello di uno sport variopinto, capace di accontentare ogni palato, con la certezza che in questi casi de gustibus non disputandum est.

Articolo Cristian Bortoli 

Fotografia di Francesco Miraglia in collaborazione con pagina Facebook La Compagnia del Raggio