Ci siamo appena ripresi dalla sbornia della settimana scorsa: prima il Giro dei Paesi Baschi, che ha visto la definitiva consacrazione di Paul Seixas, e poi la Parigi Roubaix, con la commovente vittoria di Wout Van Aert laddove per anni ha fallito, contro il grande favorito Pogacar. Ma ora si volta pagina e l’Amstel Gold Race, la classica della birra, è pronta a farci di nuovo inebriare di passione ciclistica nell’avvincente rincorsa a una delle classiche non monumento più prestigiose del calendario. Con la corsa olandese si dà il via alla settimana delle Ardenne, che prevede anche la Freccia Vallone mercoledì e la decana, la Liegi Bastogne Liegi, la prossima domenica. La corsa, che si svolgerà domenica 19 aprile, avrà il via da Maastricht e terminerà, dopo 257 km e 33 salite, sull’iconico strappo di Valkenburg. Gli scalatori e gli uomini dotati di spunto veloce, resistenza e scatto risulteranno avvantaggiati e potranno giocarsi la vittoria.
Per una volta, stranamente, non abbiamo un favorito così netto, cosa inusuale per le corse World Tour degli ultimi anni, specie per una gara di un giorno così importante. Questo deriva sia dal fatto che manca il numero uno del ciclismo mondiale, Tadej Pogacar, sia dal fatto che, stranamente, la startlist non presenta tantissimi campioni. Ma partiamo dalle solide certezze: Remco Evenepoel è il favorito. Il bicampione olimpico nelle Ardenne ha sempre fatto benissimo, vincendo nel 2022 e nel 2023 la Liegi, e l’anno scorso è andato a un soffio dal vincere la corsa della birra, battuto allo sprint da Pogacar e dal trionfatore Skjelmose. Proprio il danese della Lidl – Trek è un altro papabile vincitore, anche se la settimana scorsa, al Giro dei Paesi Baschi, non ha fatto benissimo, proprio come un altro che potrebbe dire la sua domani, Kévin Vauquelin della INEOS. La UAE, in mancanza di tutti i suoi pezzi da 90, punta sull’affidabile Tim Wellens, mentre la Visma, che corre in casa, ha in Cristophe Laporte e Matteo Jorgenson gli uomini su cui riporre le maggiori speranze. Ci sono poi gli esperti Pello Bilbao e Matej Mohoric (che a dire il vero, nelle ultime stagioni, non hanno ottenuto grandi successi), la giovane promessa francese Romain Grégoire della Groupama e il suo connazionale velocista della INEOS Dorian Godon, che quest’anno ha già vinto una tappa alla Parigi-Nizza e due al Giro di Catalogna, Schachmann e Van Baarle della Soudal e il vecchio, ma pur sempre due volte campione del mondo, Julian Alaphilippe della Tudor. La speranza italiana è Giulio Ciccone, che in questa tipologia di classiche negli ultimi anni ha ottenuto ottimi risultati.
Una startlist composta da tanti personaggi in cerca d’autore, tante giovani promesse e da alcuni vecchi leoni che vogliono tornare ai fasti migliori. Poche certezze in una gara in cui, stranamente, mancano tanti big del ciclismo mondiale. Chi doveva essere della partita, e indossare gli abiti del rivale numero 1 di Evenepoel, era Tom Pidcock, che ha già vinto l’Amstel nel 2024 e che nel 2021 la ha conclusa in seconda posizione, sconfitto al fotofinish da Van Aert: purtroppo la recente caduta al Giro di Catalogna gli ha rovinato i piani e così per rivederlo dovremo aspettare l’ormai imminente Tour of the Alps, che si svolgerà tra il 20 e il 24 aprile.
Articolo di Cesare Fabrizi
