Entra in pista con i tuoi campioni!

Pro Cicling Fanta il nostro fantaciclismo

Regolamento

Gioca su tutte le corse!

Disponibili corse a tappe e corse singole!

Info

Se ami il ciclismo...

cosa stai aspettando?
Unisciti a noi!

Registrati

🚨🏆🚴🏻‍♂️🇫🇷Rolland e la paura: il vero motivo del ritiro🇫🇷❌


Pochi giorni fa, Pierre Rolland ha svelato il vero motivo del suo ritiro dalle corse ciclistiche! Martino Lasagna

Altro 24/04/2026
🚨🏆🚴🏻‍♂️🇫🇷Rolland e la paura: il vero motivo del ritiro🇫🇷❌

🚴🏻‍♂️2️⃣0️⃣2️⃣2️⃣❌Nei giorni scorsi, a “L’Équipe de choc", trasmissione televisiva dell’omonimo quotidiano sportivo transalpino, Pierre Rolland è stato uno dei protagonisti. Il francese vanta due successi di tappa alla Grande Boucle, di cui uno all’Alpe d’Huez nel 2011 e di una frazione del Giro d’Italia a Canazei nel 2017. Lo scalatore di Gien, caratterizzato da uno stile di corsa aggressivo che lo ha reso protagonista in numerose tappe, ha appeso la bici al chiodo alla fine della stagione 2022, quando la sua formazione, la B&B Hotels-KTM, ha chiuso i battenti. Il classe ’86  aveva terminato la sua carriera con queste parole: “avrei voluto continuare ancora, ma non era destino.”

A più di tre anni di distanza, l’ex-corridore della Cannondale torna a parlare della fine della sua carriera: “ho chiuso la mia carriera a 36 anni in gran parte perchè avevo paura a stare in gruppo. Il gruppo mi faceva paura, perciò non riuscivo più a essere nelle prime posizioni nei momenti che contano, quando bisogna battagliare, fare spallate per le posizioni, iniziavo le salite molto indietro, rimontavo, ma tutto ciò mi penalizzava nei risultati e avevo ugualmente paura in allenamento, dei veicoli, del rapporto tra gli automobilisti e i ciclisti…è stata un’esperienza davvero complicata. Tuttavia, davvero, quello che mi ha fermato è stata la paura che provavo in gruppo, infatti sono stato vittima di grandi cadute e mi sono semplicemente detto che, forse, era il momento in cui dovevo smettere. Non volevo farmi male, non volevo finire in carrozzina, avete fatto l’esempio di Gino Mäder, deceduto tre anni fa al Giro di Svizzera, e sicuramente ci ho pensato. Poi quando una persona ha una famiglia, dei figli, una moglie, costruito qualcosa di stabile ci pensa ancora di più.”

Queste parole fanno riflettere gli spettatori, gli addetti ai lavori e gli appassionati sui rischi che ogni giorno i corridori prendono in corsa oppure in allenamento per arrivare a un determinato risultato o a raggiungere un sogno. Tutte le cadute e gli infortuni che abbiamo visto negli ultimi anni non fanno che confermare la visione proposta dall’ex-atleta francese. Inoltre, questa testimonianza sottolinea il fatto che gli atleti debbano essere molto sicuri delle proprie capacità per rendere al meglio: la paura che, può frenare anche in maniera lieve i corridori, può essere determinante in un momento della carriera come quella di Pierre Rolland, a cui va dato merito per l’onestà e il coraggio con cui ha dichiarato le proprie sensazioni. Anche nello sport come nella vita di ogni giorno la sincerità va sempre apprezzata e la paura non va mai demonizzata.

Fonte: IG @lachainelequipe

📸 Alessandro di Meo- ANSA via AP

✍️ Martino Lasagna